Storia: L'abito delle mani


I guanti hanno origini antiche, il loro uso, infatti, era già conosciuto alle popolazioni dell'antico Egitto, come testimonia il ritrovamento di questo particolare accessorio nella tomba del faraone Tutankamon, e gli antichi Greci, i Romani e i Longobardi adoperavano i guanti soprattutto come affermazione di prestigio. Nel Medio Evo il loro uso era diffuso presso le più elevate classi sociali con una tipologia corrispondente ai diversi ranghi, durante questo periodo il guanto assume un valore simbolico tant'è che viene adoperato nelle investiture dei feudatari, nella consacrazione dei vescovi e anche, in segno di sfida. Ma è soprattutto in Francia che l'uso dei guanti diventa un vero e ricercatissimo accessorio di abbigliamento, sia per gli uomini che per le donne.

Ma se alla Francia nel 1600 venne riconosciuta la migliore fattura del guanto, nel secolo successivo, l'arte dei guanti diffusa anche in Italia, è proprio a Napoli che comincia a raggiungere un alto livello di fattura e di bellezza. La storia di Napoli è cosi strettamente legata ai guanti che esistono intere strade e quartieri dedicati ai guantai. La grande tradizione napoletana inizia nel 1737, quando Ferdinando di Borbone chiamò a Napoli il più grande maestro guantaio viennese: Luigi Balastron. Da allora, gli artigiani napoletani sono diventati maestri nell'arte di produrre guanti, fino a diventare i più apprezzati del mondo.

Da allora la guanteria napoletana acquista un ruolo predominante oltre confine, sopratutto nella produzione dei guanti in pelle, anche nei secoli successivi. E negli anni' 60, si crea un vero e proprio polo, nella Napoli "antica", come molti napoletani ricorderanno, in zone quali la Sanità e Capodimonte. Negli anni '60 del secolo scorso nel rione Sanità c'erano centinaia di famiglie e migliaia di uomini e donne che lavoravano la pelle per la fabricazione di guanti. Il quartiere era un piccolo distretto industriale: a partire da borgo Vergini e su per le vie e i vicoli dei Cristallini, di via Sanità e Santa Maria Antesaecula, Salita Cinesi e Capodimonte, con la via Fontanelle, e su fino al rione Materdei.

Intere famiglie dedite al lavoro manuale ricco, minuzioso e difficilissimo. Un'intera fetta di economia campana (nazionale, visto che il 90% delle esportazioni mondiali di guanti venivano costruiti a Napoli), prodotta tramite una pregiata manifattura e, soprattutto, di una eccellente qualità del prodotto. Ancora oggi Napoli per numero di aziende e per la qualità del prodotto, continua ad essere nel campo della guanteria una realtà particolarmente significativa a livello internazionale e ciò è sicuramente dovuto alla maestria dei nostri artigiani guantai che con la loro bravura e con il loro indiscutibile talento, continuano a preservare quest'arte antica, sicuramente orgogliosi di poterla tramandare ai giovani napoletani che intendano apprendere le tecniche e la sapiente manualità dell'arte dei guanti.


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